REGGIO EMILIA – Il consiglio comunale di Reggio ha bocciato con voto unanime (27 voti contrari su 27) la variante urbanistica per le opere di connessione dell’impianto agrivoltaico di Giarola. Un voto, quello del Pd, che il capogruppo Riccardo Ghidoni spiega così: “Nessun no alle energie rinnovabili, nessuna critica a giunta e tecnici, abbiamo valutato che il tracciato sia incompatibile con il Piano urbanistico della città, la rete ecologica del Rodano, il paesaggio storico della centuriazione e le produzioni agricole di pregio”.
La richiesta di realizzazione dell’elettrodotto era stata presentata dal proponente Atlas Solar 18 S.r.l., al fine di collegare l’impianto agrivoltaico situato in via Bosco alla cabina primaria AT/MT “Reggio Sud” di E-distribuzione spa per una potenza di immissione richiesta di 7.500 kw.
“L’assessore Pasini ha correttamente applicato la normativa presentando la Delibera in Consiglio Comunale in quanto atto dovuto, trattandosi di variante urbanistica – continua Ghidoni – Per questo motivo non si configura in alcun modo una sfiducia nel suo operato in quanto il Consiglio Comunale legittimamente può esprimere un voto discrezionale alla procedura. In tal senso, non ritenendo la variante presentata coerente con le strategie del Pug il voto assunto è stato contrario. La decisione è stata assunta attraverso l’approvazione di un articolato Ordine del giorno che individua le ragioni tecniche, urbanistiche e giuridiche alla base del voto dell’aula”.
Al centro la tutela del paesaggio rurale: “Le opere di connessione attraversano un nodo strategico della rete ecologica comunale costituito dal sistema del Rio Rodano e dei fontanili di Fogliano e Ariolo, area di elevato valore naturalistico inserita nella rete Natura 2000. Inoltre interessano il paesaggio storico della centuriazione romana, una delle matrici identitarie del territorio reggiano, e comportano l’imposizione di vincoli espropriativi su terreni agricoli di alta qualità, nel cuore del comprensorio del Parmigiano Reggiano. Per il gruppo consiliare del Pd non si tratta di criticità superabili attraverso prescrizioni tecniche o modifiche marginali del progetto. Il problema riguarda la localizzazione stessa dell’opera, ritenuta incompatibile con gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Generale”.
“È importante chiarire il significato del nostro voto – chiosa il capogruppo del Pd – Non ci siamo pronunciati sull’impianto agrivoltaico, che attendeva l’approvazione di questo atto per procedere al rilascio della Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) prevista dalla normativa nazionale, né abbiamo mosso alcuna contestazione all’operato della Giunta e degli uffici comunali, che hanno istruito correttamente il procedimento nel rispetto della legge. Il voto ha riguardato esclusivamente un diverso e autonomo passaggio previsto dalla normativa regionale: la variante urbanistica necessaria alla realizzazione dell’elettrodotto di connessione, infrastruttura che comporta l’imposizione di vincoli espropriativi sui terreni interessati dal tracciato. Proprio su questo specifico segmento procedimentale la legge attribuisce al Consiglio comunale una competenza propria: verificare se la variante sia coerente con il Piano Urbanistico Generale e con le strategie di governo del territorio. È all’esito di questa valutazione autonoma che il nostro gruppo ha espresso il proprio diniego”.
Coalizione Civica: “Una vittoria dei cittadini”.
“Quella di oggi è una vittoria dei cittadini, dei comitati e di chi in questi mesi ha chiesto trasparenza e una gestione diversa della vicenda Giarola”. Così i consiglieri comunali di Coalizione Civica Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli commentano il respingimento della delibera sull’elettrodotto in Consiglio comunale. “Il Sindaco e la Giunta devono tornare rapidamente in Consiglio con una proposta alternativa sull’elettrodotto oppure scegliere di sostenere fino in fondo il contenzioso davanti al Tar”.
“In diciassette anni da amministratore – continua De Lucia – non avevo mai visto un gruppo consiliare votare contro una delibera della propria Giunta. Ancora più incredibile è che tra i voti contrari ci fosse quello del sindaco Marco Massari. Se la politica ha ancora delle regole, dopo una sfiducia così evidente da parte della sua stessa maggioranza, l’assessore Carlo Pasini dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni”.










