REGGIO EMILIA – Cinque appuntamenti compongono la Stagione d’Opera 2026-2027 della Fondazione I Teatri Reggio Emilia, un cartellone costruito attorno a due poli: da un lato il repertorio verdiano e mozartiano, dall’altro l’apertura al Novecento e alla creazione contemporanea.
Ad aprire il percorso è Macbeth di Giuseppe Verdi, la prima delle incursioni verdiane in cartellone. La regia è di Fabio Ceresa, sul podio Giuseppe Finzi dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro Lirico di Modena. Nei ruoli principali il baritono Alexey Zelenkov e il soprano Marily Santoro daranno voce alla coppia di sposi divorati dall’ambizione. Lo spettacolo nasce da un’ampia coproduzione che riunisce, accanto alla Fondazione I Teatri, i teatri di Modena, Ferrara, Pisa, Ravenna, Rimini, Livorno e Genova.
Il cuore novecentesco della stagione è Death in Venice di Benjamin Britten, ultima opera del compositore inglese, tratta dalla novella di Thomas Mann sul libretto fedele di Myfanwy Piper. Eseguita in lingua originale con sovratitoli, è tra i drammi psicologici più intensi del secolo scorso: il racconto del desiderio, della bellezza e della morte che consuma lo scrittore Gustav von Aschenbach, ruolo affidato al tenore Mark LeBrocq. Il nuovo allestimento porta la firma alla regia di Rodula Gaitanou, con Daniel Smith sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali e di Takis a scene e costumi. Una coproduzione con i teatri di OperaLombardia e con Ravenna Manifestazioni / Teatro Alighieri.
Si torna a Verdi con Simon Boccanegra, dramma di potere e paternità ambientato nella Genova medievale. Nel cast celebri nomi come il baritono Simone Piazzola nel ruolo del titolo, accanto al soprano Maria Agresta come Amelia; Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini diretta da Massimo Zanetti, regia di Pier Francesco Maestrini. Anche questo è un nuovo allestimento, in coproduzione tra Fondazione I Teatri, Modena, Piacenza e Ferrara.
Chiude gli appuntamenti in abbonamento La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart, l’opera seria dell’ultimo Mozart sul tema della magnanimità e del perdono. La regia è di Chiara Muti, mentre Ottavio Dantone dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini con il Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini. Un cast affiatato riunisce affermati specialisti come Ilker Arcayürek nei panni di Tito, Mariangela Sicilia in quelli di Vitellia, Arianna Vendittelli nei panni di Sesto e Paola Gardina in quelli di Annio. Il nuovo allestimento è frutto di una coproduzione con Ravenna, Bolzano e Trento, Piacenza, Parma, Fondazione I Teatri, Ferrara e Pisa.
Fuori abbonamento, la stagione dà spazio alla creazione contemporanea con Veleno, opera da camera e nuova commissione su musica di Gaia Aloisi, libretto e regia di Stefano Simone Pintor, con l’Icarus Ensemble, al Teatro Ariosto. Il lavoro nasce nell’ambito del bando Giovani compositori in scena 2025, sostenuto da SIAE e promosso da AGIS in collaborazione con ANFOLS e ATIT, ed è coprodotto da Fondazione I Teatri con i teatri di Modena e Parma.
Per informazioni e abbonamenti: biglietteria@iteatri.re.it, 0522/458811










