NOVELLARA (Reggio Emilia) – Una spedizione punitiva. Emerge questo dalle indagini dei carabinieri coordinati dalla procura, che hanno raccolto immagini e testimonianze. Un pestaggio programmato per il quale sono state denunciate, per lesioni personali aggravate, cinque persone: uomini tra i 18 e i 50 anni, tutti di origine indiana, e tra loro alcuni parenti del connazionale vittima dell’aggressione, tra cui il fratello maggiore. Fa specie anche il luogo, perchè tutto questo è avvenuto all’interno del tempio Sikh di Novellara, uno dei più grandi d’Europa. Alle 15 circa del 12 luglio – questo hanno ricostruito i militari – il portone è stato del piano terra è stato spalancato e un gruppo di persone si è avventato su un 46enne operaio residente a Fabbrico che era lì con tre persone. C’erano, secondo le indagini, il fratello, i suoi due figli, un nipote e un amico, assieme ad altre persone ancora non identificate.
L’uomo è stato ripetutamente colpito alla testa con violenza con i Kara, pesanti bracciali in metallo della tradizione sikh utilizzati come tirapugni. Poi un 50enne avrebbe estratto un coltello colpendo la vittima a una mano. I presenti hanno lanciato l’allarme, ma gli aggressori sono fuggiti prima dell’arrivo dei carabinieri. Il malcapitato è stato trasportato al pronto soccorso di Guastalla, dove gli sono state diagnosticate diverse ferite da taglio e da percosse al cuoio capelluto, oltre a una profonda ferita alla mano sinistra. Lesioni guaribili in 15 giorni. La vittima ha presentato denuncia, raccontando di una lunga diatriba famigliare dovuta a motivazioni economiche, che sarebbero state alla base dell’aggressione. Grazie alle testimonianze e agli incroci fotografici, le cinque persone sono state identificate.









