REGGIO EMILIA – Nato a Reggio il servizio per le vittime delle Truffe Affettive. Lo ha organizzato il Centro sociale Papa Giovanni XXIII su un fenomeno di cui si parla poco ma che genera un giro d’affari di milioni a danno delle vittime, quasi sempre donne.
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Si chiamano truffe affettive una definizione che pare quasi un ossimoro. Sono sempre più diffuse e si tratta di un raggiro economico fondato sul bisogno d’affetto di uomini e donne adulti che utilizzando i social network intrecciano relazioni virtuali, una delle costanti è che non si riesce mai ad arrivare ad un incontro reale, finendo poi per inviare denaro dopo richieste di ogni tipo. Le truffe affettive nascono da vere dipendenze affettive e sono al centro del progetto “Non è amore” del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII che grazie ad un contributo della Fondazione Manodori, intende capire la dimensione del fenomeno nel reggiano e tendere una mano a chi a fatica cerca di uscire di questo tunnel fatto spesso di solitudine e vergogna.
Anche la Questura è impegnata su questo fronte per fare emergere situazioni di illegalità. Secondo il centro nazionale anticrimine informatico della polizia postale nel 2021 in Italia le truffe affettive hanno coinvolto centinaia di persone a cui sono stati sottratti 4 milioni e mezzo di euro. Truffe organizzate anche da veri e propri gruppi criminali internazionali. Difficile parlarne e ancora più difficile che le vittime si rendano conto di essere al centro di questi raggiri economici, spesso sono i famigliari a denunciare. Dalle ricerche le persone a maggior rischio sono le donne di mezza età, con un alto livello di istruzione, con tratti di impulsività e predisposizione alle dipendenze.
Questi i riferimenti per chiedere assistenza e aiuto per le vittime o per i loro famigliari: telefono 389.8359884, email noneamore@libera-mente.org







