REGGIO EMILIA – Un 30enne di origini nordafricane ha trascorso l’intera notte sul marciapiede di via Dante, davanti alla questura, per poter avere accesso a uno degli sportelli dell’ufficio Immigrazione e poter presentare la propria domanda di richiesta di asilo.
Non è un caso isolato, anzi, accade spesso. A denunciare questa situazione di disagio e di inciviltà è una operatrice giuridica che collabora con diversi studi legali cittadini e che si occupa di interpretariato e rapporti con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni. “La questura si occupa solo di cinque pratiche di questo tipo al giorno, per cui chi non rientra nei primi cinque è costretto a tornare a casa e ritentare il giorno successivo. In passato il servizio era meglio organizzato perché venivano dati appuntamenti”, spiega Hisane Ait Yahia.
Lo scorso novembre una serie di sigle cittadine e di avvocati che si occupano di pratiche per l’immigrazione avevano chiesto la convocazione di un tavolo con la questura per cercare di snellire e regolare i tempi di attesa sia allo sportello immigrazione di viale Piave sia a quello di via Dante. Un incontro c’è stato lo scorso febbraio: “Ci sono stati buoni propositi, ma non è cambiato ancora nulla”. La situazione per quanto riguarda lo sportello di viale Piave – riferisce la stessa operatrice giuridica – è migliorato negli ultimi mesi.
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