REGGIO EMILIA – Le temperature minime come le massime di qualche anno fa, notti calde e giornate torride. La quarta ondata di calore sta arrivando al suo culmine, ma la fine ancora non si vede. Qualche temporale di calore in Appennino e le poche nuvole pomeridiane hanno l’effetto di accrescere l’umidità in pianura e aumentare il disagio bioclimatico. Oggi nella zona nord della pianura reggiana, dal capoluogo alla Bassa, l’allerta per caldo estremo è arancione e sarà così anche domani e con ogni probabilità anche giovedì. Un primo abbassamento delle temperature, secondo il meteorologo Luca Lombroso, potrebbe arrivare nel weekend con l’Italia lambita da un fronte di aria più fresca, ma senza vere rotture e almeno fino al 10 agosto l’ondata di calore proseguirà. “Quella che sembrava una rottura in realtà è attenuata e ritardata – spiega Lombroso – la prima vera pausa arriverà solo verso il 10 agosto”.
Per sfuggire ai quaranta gradi della città, non resta che fuggire in Appennino dove resta il rischio di temporali, almeno fino a domani. Caldo record ma purtroppo non è una novità e allora il consiglio è quello di ripensare alle città, aumentando gli spazi verdi e non impermeabilizzati. “La temperatura del suolo – mostra Lombroso con un termometro specifico – nelle strade asfaltate in questi giorni arriva sino a 60 gradi, mentre si abbassa drasticamente nelle aree verdi. Il beneficio della vegetazione che non è solo l’ombra, è proprio un processo fisico di evapotraspirazione (il trasferimento di acqua dal suolo e dalle piante all’atmosfera) e di assorbimento della Co2 che riduce il calore”.
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