REGGIO EMILIA – La capolista se ne va. Cantano a La Spezia. A Reggio invece restano i musi lunghi. Siamo solo ad inizio stagione ma trovarsi dopo otto giornate a meno 8 dalla prima della classe indubbiamente agita le acque. Dalla Reggiana ci si aspettava un campionato a sgomitare per la promozione, le due sconfitte rimediate con Perugia e Spezia hanno invece permesso alla compagine ligure di scappare. Restano 30 partite da giocare, la stagione non è lunga, è ancora lunghissima, prima o poi arriveranno anche tempi difficili per le altre, ma resta il fatto che trovarsi così indietro ad inseguire non era stato messo in preventivo. Da nessuno. Serve resettare e ripartire, pensando ai playoff che a questo punto diventano l’obiettivo più realistico. Questo in campo. Fuori dal campo invece servirebbe un po’ più di chiarezza da parte della società, per rasserenare un ambiente che inevitabilmente risente della complicata situazione societaria. Senza tranquillità da quel lato difficile che si trovi una dimensione felice sul campo da gioco e sugli spalti.
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