REGGIO EMILIA – Avere un lavoro, a volte anche un contratto a tempo indeterminato. Eppure dormire in una cantina o in un garage, spesso di altri. Succede in stazione a Reggio. Ovviamente non è la regola, ma molte delle persone che occupano locali in disuso hanno uno stipendio. A dirlo è chi, quelle persone, le conosce e le aiuta in tutti i modi possibili.
“Con l’emergenza abitativa è un circolo vizioso, perché poi anche in strada si viene aggrediti, e non si rimane solo in stazione, anzi, in stazione non si dorme perché anche i senza fissa dimora vengono aggrediti”. Maria Diletto è attiva dal 2014. Dal 2109, la sua Nuova Luce è diventata associazione. Ne fanno parte quei ragazzi che anni fa lei ha aiutato: a prendere la patente, a fare i documenti, ad avere un posto dove stare. Ogni martedì sera c’è la distribuzione dei pasti per strada. Gli altri giorni, ad ogni ora, ad ogni minuto, la ricerca di abiti o di farmaci. Ma si parte sempre dalla casa, o quantomeno da un posto in cui stare, dice. La chiamano “mamma”, o “sorella”. In questi giorni, ad esempio, sta cercando un’abitazione per una giovane coppia: lui è stato aggredito proteggendo lei da un molestatore. A volte, continua Maria, pur di rimanere dentro i percorsi di accoglienza e di non finire per strada, le persone accettano condizioni disarmanti. “Si entra nell’illegalità e si lavora in nero“.
Il tema è riesploso ancora una volta con il ritrovamento della 41enne senza vita in un garage di via Turri. Nessun segno di violenza, ma la grande tristezza di un decesso avvenuto nella fragilità più totale. Le generalità della vittima, sul cui corpo verrà fatta autopsia, non sono state rese note per ora perché le indagini sono in corso e per rispetto verso la famiglia. Maria Diletto potrebbe averla incontrata qualche giorno fa: una donna l’aveva avvicinata. “Mi dispiacerebbe molto perché aveva chiesto aiuto: ‘Voglio uscire da questa strada perché mi drogo’… Solo che sono tante le donne in strada”.
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