REGGIO EMILIA – Chitarre selvagge e neuroscienza, bassi belligeranti e filosofia della mente, sonorità prepotenti che incalzano teorie nietzschiane. Parlare del cervello umano facendo musica impetuosa e liberatoria: un’idea impossibile, assurda, quasi folle. E invece no: basta essere i Gazebo Penguins che tornano dal vivo per il Sunér Festival al Tunnel di via Del Chionso venerdì 6 marzo (ingresso 5 euro, apertura porte 21,30 inizio live ore 22). La band di Correggio diventata un’icona della scena indipendente italiana in più di 20 anni di musica e oltre 500 concerti, ha saputo cambiare senza perdersi mai, evolversi senza mai smarrire quel carisma e quell’energia primordiale che da sempre la contraddistingue.
Temporale, il loro ultimo lavoro discografico è un concept album che parla del cervello, delle sue stratificazioni e del suo rapporto con il nostro Io. Lo fa in modo affascinante e al tempo stesso comprensibile, muovendosi con brillantezza – e assoluta cognizione di causa – tra neuroscienza e filosofia della mente. Lo si deduce fin dal titolo, che fa riferimento al lobo temporale, quella porzione di corteccia cerebrale che partecipa a tanti processi cognitivi, tra cui quelli legati alla comprensione del linguaggio parlato, al controllo e alla gestione dell’emozione e dell’affettività, alla memoria, all’ascolto e alla comprensione della musica.
Canzoni che, proprio come fa il nostro sistema nervoso, raccolgono input, lanciano segnali e li rimandano indietro, in un intreccio continuo e ricorrente dove ogni partenza si fa anche ritorno, e viceversa. Un propagarsi di riflessioni che riprendono Nietzsche e Putnam, la psicologia della Gestalt e Schopenhauer, interrogandosi su argomenti complessi e per nulla scontati. Ad esempio, il confine tra realtà e percezione, il modo cioè in cui gli automatismi del cervello influenzano la decodificazione del mondo e il nostro sentire, a volte semplificandoci la vita a volte gettandoci nel caos. Il modo in cui la memoria e i ricordi che conserviamo nella nostra mente definiscono chi siamo, e quanto la nostra identità è legata al cervello. O ancora, le differenze tra chi siamo veramente, come ci vediamo e come ci vede il mondo.
Dopo tanti anni passati a suonare e scrivere canzoni, le sfide possono diventare il motore del rapporto con la musica. E se è vero che ogni album è una sfida, alcuni lo sono decisamente più di altri: Temporale è uno di questi. In un mondo sempre pronto a propinarci soluzioni rapide e istantanee, a risolvere e semplificare ogni cosa nel minor tempo e con il minor sforzo possibile, i Gazebo Penguins vanno orgogliosamente e ferocemente controcorrente, alla ricerca di quelle sfumature che aggiungono valore e autenticità alla vita, per poi sbattercele con forza addosso.
Il concerto dei Gazebo Penguins sarà aperto dai Noday, band con influenze grunge e shoegaze. Vengono dalla provincia tra Reggio Emilia e Modena e si sono formati a fine 2023. La musica si ispira alla nuova scena heavy shoegaze statunitense con testi in italiano. La formazione è composta da: Enrico Tosti (voce e chitarra), Marco Di Masi (chitarra), Manuel Lasco (batteria) e Veronica Ganassi (voce e basso), tutti provenienti da altre esperienze musicali.












