REGGIO EMILIA – E’ il 10 giugno il giorno chiave per il futuro di Realco. Entro quel giorno i soggetti economici interessati a rilevare l’azienda reggiana della grande distribuzione dovranno presentare la propria offerta. Così ha stabilito la sezione fallimentare del tribunale civile di Bologna. Schiacciata da 98 milioni di debiti, Realco ha chiesto l’accesso alla procedura di concordato preventivo all’inizio di febbraio. L’11 aprile scorso ha presentato istanza per una proroga dei termini di 60 giorni.
Ora, il momento della verità si avvicina. Non bastano più le generiche manifestazioni di interesse emerse nelle settimane scorse; servono proposte formali e vincolanti. Il complesso aziendale in vendita è costituito da una rete di circa 130 negozi, in parte gestiti direttamente da Realco, in parte dai soci. Oltre ai punti vendita e alle licenze commerciali, sul piatto ci sono i marchi Ecu ed Economy e i centri logistici di via Pertini a Reggio e di Mamiano, in provincia di Parma.
Il bando del tribunale si articola in 5 lotti. Quello principale racchiude l’intero complesso aziendale: l’offerta base è di 40 milioni di euro. Non è molto, se si pensa alla capillarità della rete commerciale e al fatto che del pacchetto fanno parte anche 15 immobili di proprietà, tra centro distributivo, punti vendita e altri immobili. E’ però possibile presentare offerte anche per altri quattro lotti per così dire minori, che racchiudono singole attività.
E’ la prospettiva dello “spezzatino“, tanto temuta dai sindacati. I lavoratori impiegati nei punti vendita sono 1.500. Realco è assistita dal commercialista Mattia Berti dello Studio La Croce di Bologna. Commissari giudiziali sono Alessandro Servadei e Alessandro Sacchi.
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