REGGIO EMILIA – Il diritto allo studio e alla casa, il caro carburante, i salari, la sanità, il rifiuto per la guerra e il riarmo. Sono questi gli argomenti nelle voci, negli striscioni e negli slogan dei manifestanti. Dopo le tensioni e i gravi disordini di Milano della scorsa settimana, tante piazze italiane si sono nuovamente riempite e le forze dell’ordine si erano preparate a fronteggiare eventuali emergenze. Proprio a Milano alcuni noti negozi hanno tenuto le saracinesche abbassate, per il timore che si ripetesse quello che era avvenuto sabato scorso.
Queste però sono le immagini del centro di Reggio in queste ore. Piazza Prampolini, piazza San Prospero, piazza Del Monte, via Crispi. Un normale sabato pomeriggio, in realtà forse anche più affollato di un solito sabato di fine ottobre, probabilmente grazie alla presenza del mercatino. Negozi non solo aperti, ma in qualche caso stipati di gente.
L’allerta c’era anche a Reggio: gli uffici della questura erano stati potenziati e la Digos aveva le orecchie ben alzate. Nei giorni scorsi era circolato via social un volantino con cui si richiamava tutti a una grande rivolta a Correggio, e nelle ultime ore sui telefoni erano rimbalzati messaggi inoltrati più volte in cui si parlava di momenti in programma a Reggio, disorganizzati e disarticolati rispetto alle manifestazioni e ai cortei che si sono visti in settimana.
Ovviamente l’attenzione delle forze dell’ordine rimane intatta, ma una cosa è certa: è in atto un racconto parallelo via social che sa molto di strumentalizzazione politica e che utilizza i giovani e le loro istanze per creare panico e paura. Quello che è accaduto in mattinata in città è stata l’affissione di questo striscione, a uno dei cancelli del polo di via Makallè, da parte del collettivo Rabùn, che invita tutti alla prossima manifestazione, quella del 30 ottobre.
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