REGGIO EMILIA – Un appello alla collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e mondo economico per prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto produttivo reggiano. È questo il messaggio lanciato dal Prefetto di Reggio, Salvatore Angieri, nel corso dell’incontro con i sindaci della provincia, i rappresentanti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali.
Il prefetto ha ricordato come la ricchezza economica del territorio, caratterizzato da numerose imprese di rilievo nazionale e internazionale, rappresenti anche un possibile terreno di interesse per le organizzazioni mafiose. Da qui il richiamo al ruolo dei sindaci, definiti “sentinelle del territorio”, e all’attività dell’Ufficio antimafia della Prefettura.
I numeri confermano l’intensità del lavoro svolto: dal 2012 a oggi sono state emesse 539 interdittive antimafia, con un picco di 106 provvedimenti nel 2022. Il prefetto ha inoltre annunciato l’intenzione di rafforzare gli strumenti di prevenzione attraverso nuovi Protocolli di legalità e l’istituzione di un Osservatorio provinciale sulla legalità, che avrà il compito di monitorare il fenomeno, raccogliere dati e fornire indicazioni strategiche.
Nel dibattito è intervenuto anche il procuratore della Repubblica Gaetano Calogero Paci, che ha sottolineato come le infiltrazioni mafiose e le frodi fiscali impoveriscano la democrazia e alterino la concorrenza, penalizzando le imprese sane. Paci ha ribadito il valore delle interdittive antimafia e della destinazione sociale dei beni confiscati, definendole strumenti essenziali per bonificare il sistema economico e rafforzare la cultura della legalità.












