REGGIO EMILIA – Il grande malato d’Italia è di nuovo in terapia intensiva. Nel giro di appena dieci giorni, sotto i colpi di un caldo africano la portata del fiume Po è letteralmente precipitata. La situazione più critica secondo i dati dell’Autorità di Bacino Distrettuale è quella di Pontelagoscuro nel ferrarese cove la portata è crollata a 300 metri cubi al secondo, registrando un drammatico -67% rispetto alla media storica, con il mare che ha già iniziato a risalire e il cuneo salino che sta penetrando nel Delta, minacciando di avvelenare le falde e i campi coltivati. Anche a Boretto però la situazione è critica come ha raccontato a Buongiorno Reggio il Comandante Giuliano Landini.
“Siamo molto bassi – spiega Landini – La portata è di 320 metricubi al secondo e anche il deflusso ecologico è in crisi parecchio. Piove meno, i ghiacciai sono quasi spariti, si fa un uso smodato dell’acqua. Servirebbe una cabina di regina per gestire i prelievi, anche se adesso penso che stia defluendo il lago Maggiore perché è una decina di giorni che il livello è a -4 metri. L’obiettivo è quello di tenere il cuneo salino il più lontano possibile”.
Minima anche la portata dell’Enza con un debole rivolo d’acqua che adesso si immette nel grande fiume, mentre con i livelli che si abbassano, anche se a Boretto quelli del Po sono stabili a -3,75 centimetri da una decina di giorni, stanno tornando ad affiorare i cumuli di sabbia che, secondo i residenti, sono uno dei motivi della sofferenza del Po. “Il livello è più basso degli altri anni”, raccontano i residenti di Boretto che chiedono interventi urgenti e in particolare di dragare il fiume e di fare delle chiuse.
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