REGGIO EMILIA – “Chi protesta contro il piano di riqualificazione di Ospizio ha scelto l’occasione sbagliata per una battaglia di principio”: a dirlo è il vicesindaco Lanfranco De Franco, che però si rende disponibile ad un dialogo sul futuro della città.
“Se ci sarà la disponibilità a un confronto che vada oltre la protesta, siamo pronti e interessati a sederci al tavolo e a trovare insieme le modalità per estendere la riflessione da Ospizio alla città nel suo complesso”: il vice sindaco Lanfranco De Franco tende la mano a coloro che in questi giorni presidiano il cantiere di Ospizio per impedire l’inizio dei lavori.
Lo fa con un post su facebook in cui ricostruisce la storia del dibattito sul futuro dell’area iniziato quasi 30 anni fa e rivendica con orgoglio quella che a suo giudizio è la ragione di fondo del piano di riqualificazione: portare o riportare nel quartiere servizi come la biblioteca, la Casa della comunità e il Polo Est dei servizi sociali: “Un sistema integrato – sostiene il vicesindaco – che agli abitanti del quartiere ancora oggi preme molto”.
De Franco ricorda con puntiglio i numeri del progetto: “Su una superficie totale di 45.000 metri quadrati, l’area in cui sorgerà il punto vendita Conad andrà a occupare 2.500 metri quadrati e la superficie edificata complessiva, tra commercio e servizi, sarà di 12.900 metri quadrati”. Di quei 45mila metri quadrati, oggi interamente privati, 23mila diventeranno verde pubblico. “E nell’area – ricorda De Franco – saranno piantumati 1.527 alberi, rispetto agli attuali 322”.
Secondo De Franco, quella contro il piano di Ospizio sarebbe insomma “l’occasione sbagliata per una battaglia di principio”. Ma chi protesta, dice il vicesindaco, “ha il merito di aver attivato nella città un coinvolgimento e un’attenzione alla tutela ambientale importanti”. Negli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha fatto scelte drastiche per la riduzione del consumo di suolo. “Se si allarga lo sguardo, c’è spazio – conclude De Franco – per lavorare sui tanti aspetti per cui ancora possiamo decidere insieme per un futuro migliore”.
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