Aggiornamento 16 aprile
Condanna confermata per Portanova: 6 anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo
REGGIO EMILIA – “Quello che è successo si chiama pasticcio. E’ stato maldestro, ma di sicuro è innocente, e l’innocenza non sono sei anni di galera. Non difenderei mai uno stupratore“. Questo ci dice l’avvocato Gabriele Bordoni alla vigilia della probabile sentenza d’Appello nel processo che vede alla sbarra il suo assistito Manolo Portanova, accusato di violenza sessuale di gruppo e lesioni.
In primo grado, nel dicembre 2022, c’era stata infatti la condanna a sei anni, e il 2 marzo scorso, nel giorno della prima udienza presso la Corte d’appello di Firenze, la procura generale ha chiesto la conferma di quel pronunciamento. Domani mattina ci sarà la discussione della difesa del calciatore, poi, probabilmente, arriverà la sentenza. La ragazza non sarà presenta in aula, ci conferma il suo legale Jacopo Maini, mentre il centrocampista granata sì. In queste ore l’attuale capitano della Reggiana ha condiviso sul proprio profilo Instagram dichiarazioni pubblicate nei giorni scorsi dal padre, contenuti in cui il genitore riporta frasi della ragazza scritte negli atti, ponendo dubbi sulla sua credibilità. Spesso madre e padre del calciatore hanno utilizzato i social come strumento per esternare platealmente la loro opinione sulla vicenda e su quelle che loro ritengono falle e omissioni del processo di primo grado.
La sera del 30 maggio 2021 a Siena la presunta vittima, che conosceva il calciatore da circa due settimane, e un’amica, si erano incontrate con Portanova e un amico. Nell’appartamento teatro dei fatti c’erano altre persone: lo zio di Portanova, il fratello all’epoca minore, e un ulteriore amico del calciatore. Mentre uno dei ragazzi si appartava con l’amica della presunta vittima, Portanova e la giovane si sarebbero isolati in un’altra stanza, ma in breve nella camera sarebbero entrati prima il fratello del calciatore e poi anche lo zio e l’amico. In base al suo racconto, tutti avrebbero partecipato, in diversi modi, alla violenza sessuale, scattando anche delle foto. La ragazza sarebbe anche stata colpita. Lei avrebbe più volte detto di voler andare via e avrebbe chiesto di chiamare la sua amica. Solo l’arrivo del padrone di casa, sempre secondo quanto riferito dalla presunta vittima, avrebbe fatto cessare la violenza di gruppo. A quel punto la ragazza, sotto choc, avrebbe chiesto all’amica di andarsene. Il referto del pronto soccorso è del giorno successivo. Del primo giugno 2021 è il primo colloquio con la questura. La denuncia verrà poi formalizzata il 4 giugno.
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