REGGIO EMILIA – La Corte d’Appello è rimasta in camera di consiglio per quasi tre ore, poi il responso: condannato. Sempre a sei anni, per violenza sessuale di gruppo e lesioni, così come aveva chiesto l’accusa. Il secondo capitolo giudiziario del processo che vede alla sbarra il giocatore della Reggiana Manolo Portanova non si è chiuso con un ribaltone ma con una conferma.
Portanova era presente in aula: era arrivato a Firenze accompagnato dal padre, l’ex calciatore Daniele, dalla madre Antonia e da altri parenti, e prima che la Corte si ritirasse aveva rilasciato una spontanea dichiarazione, dopo l’arringa del suo avvocato Gabriele Bordoni che a Tg Reggio aveva definito i fatti del 30 maggio 2021 come “un pasticcio, ma non una violenza”, ribandendo l’innocenza del suo assistito e dicendo che mai difenderebbe uno stupratore. Il giocatore 25enne davanti ai giudici ha parlato del suo stato d’animo e dei riflessi della vicenda sulla sua vita.
Nelle ore immediatamente precedenti alla sentenza, Portanova, che veste la maglia granata dal 2023 e che attualmente indossa la fascia di capitano, aveva pubblicato sul proprio profilo Instagram una sorta di lettera aperta alla città: “Ci sono momenti in cui la vita ti mette davanti qualcosa di ingiusto, e io sono dentro a questo. Devo difendermi da qualcosa che non ho commesso. Sono ancora in piedi grazie a voi. Reggio per me è molto più di una città. Siete le persone che mi hanno guardato negli occhi e hanno visto la verità. Combatto per me, per la mia verità, ma anche per chi mi ha sostenuto”.
La presunta vittima, una studentessa romana oggi 26enne, raccontò che quella sera a Siena venne violentata in un appartamento da un gruppo composto da quattro persone, tra cui Portanova, che conosceva da un paio di settimane. Si appartò in una stanza col calciatore, ma dopo qualche minuto entrarono gli altri tre uomini, tra cui lo zio e un fratello del calciatore all’epoca minorenne. Oltre agli abusi sessuali, sarebbe stata anche colpita. Più volte, ha raccontato, disse di smetterla e di voler andare via. Il giorno dopo si fece visitare in pronto soccorso, il 4 giugno sporse denuncia.
La Reggiana: nessun provvedimento
La Reggiana non è intenzionata a rilasciare dichiarazioni in attesa della fine del percorso giudiziario, che sarà il responso della Cassazione cui sicuramente Portanova farà ricorso. Non ci sarà alcun provvedimento di diversa natura. Al netto delle scelte tecniche, il giocatore sarà a disposizione del mister.
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