REGGIO EMILIA – Dopo la sentenza di condanna a 6 anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo, confermata dalla Corte d’Appello di Firenze, Manolo Portanova ha parlato davanti alla telecamera: “Non so cosa fare, è assurdo, sono cinque anni che sto vivendo una situazione incredibile. Portare prove nella mia innocenza non basta. Non non so cosa fare”, le sue parole.
E ancora: “Era talmente tanto ovvio oggi a assolvere che addirittura hanno riconfermato una cosa assurda nella dichiarazione che ho fatto oggi anche davanti ai giudic,i e davanti al presidente. La mia storia è quella di un ragazzo buono, amato da una città (Reggio Emilia, ndr) per il ragazzo che è. Prima di essere un giocatore sono un uomo e poi l’uomo sta lottando con con una roba assurda che non gli appartiene. Stiamo facendo del male alla ragazza perché le stiamo facendo credere realmente cosa non è successo. Mi dispiace e spero che almeno qua a Firenze la Corte motivi, visto che a Siena (sede del processo di primo grado) non hanno avuto il coraggio di motivare le prove del mio avvocato. Continuo a lottare come ho sempre sempre fatto, non mi abbatto assolutamente un’altra condanna. So di essere innocente e lo vorrò fino alla fine. Io non posso perdere la mia vita calcistica. Gioco a calcio da quando ho quattro anni. So giocare a pallone. Non giocare più a pallone per una cosa del genere infangante… Credo moltissimo nella giustizia, anche se non è stata applicata in questi in queste due sentenze”.
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