REGGIO EMILIA – La gioia, in quella fine di luglio del 1943, durò pochi giorni. Nonostante l’arresto di Mussolini, fu chiaro ben presto che nulla era finito, ma che anzi quel momento sarebbe stato solo l’inizio dei due anni più duri. Ma quella sera, quel breve sapore di libertà, quella pastasciutta, sono entrati comunque nella storia come un momento indelebile di comunità e tali rimangono a 83 anni di distanza, tanto da essere ricordati e celebrati in tutt’Italia grazie a una rete di associazioni coordinata dall’Istituto Cervi.
Anche quest’anno sarà Piazza Prampolini, cuore della città, a ospitare la Pastasciutta antifascista e la Festa delle liberazioni nel mondo. L’appuntamento è per domenica 26 luglio dalle 18. A proporla, come negli anni scorsi, Spi Cgil, Anpi, Arci Tunnel e Arci Fenulli, Istoreco, Auser, Istituto Cervi e Filef in collaborazione con il Comune e il Centro Culturale Mondinsieme e il sostegno di Coop Alleanza 3.0 e Iren. Cibo, convivialità, riflessioni e antifascismo, esattamente come in quei carri che viaggiarono per Campegine portando alla popolazione maccheroni con burro e parmigiano preparati dai sette fratelli Cervi, che mesi dopo sarebbero diventati definitivamente un simbolo con la loro uccisione.
Domenica in piazza Prampolini si parlerà anche dei numerosi cammini per la libertà, l’indipendenza e l’autodeterminazione vissuti in altre nazioni. Sul palco ci sarà Abdoulaye Conde, segretario generale dell’Associazione degli Ivoriani di Reggio, e ci si concentrerà sulla figura di Marie Koré, attivista impegnata nella lotta per l’indipendenza del Paese, che nel dicembre del 1949 ha guidato la Marcia delle donne sulla capitale Grand-Bassam.
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