REGGIO EMILIA – Come responsabile della Divisione Lavori Pubblici del Comune di Reggio Emilia, Prospero Sorgato è stato l’architetto dei grandi progetti del periodo fascista. Fra questi c’è sicuramente, nel 1927, la Casa di Riposo del Mutilato di Guerra, adiacente alla chiesa di S. Agostino, sorta su un terreno del demolito convento di Sant’Ilario, come mostrano queste immagini della fototeca Panizzi. Oltre a più di 6.000 morti, a Reggio la prima guerra mondiale lasciò dietro di sé 10.000 feriti e circa 3.300 mutilati, soprattutto giovani, bisognosi di cure ortopediche e di protesi. Nella Casa del Mutilato fu allestito un laboratorio per la produzione di questi arti artificiali. La prima pietra fu posata con una cerimonia sontuosa, presenti le autorità fasciste e Giuseppe Menada, ex sindaco e primo podestà dell’era mussoliniana, oltre che presidente dell’Unione Industriali nella sua veste di fondatore delle Officine reggiane.
Nella Casa del Mutilato aveva sede anche l’associazione Combattenti e reduci, il cui presidente provinciale, Domenico Pellizzi, fu allontanato dal suo incarico con l’affermarsi del regime, assieme a Dante Dall’Ara, un altro reggiano che era diventato presidente nazionale dell’associazione. Fra il 1931 e il 1934 Prospero Sorgato lavorò anche all’ampliamento del cimitero suburbano, costruito a inizio Ottocento vicino al Crostolo. Disegnò il fronte d’ingresso, l’ampliamento del viale d’accesso, ottenendo anche committenze private per le cappelle delle famiglie più facoltose della città.
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