REGGIO EMILIA – Nella provincia reggiana, come del resto nella regione e nel paese, la carenza di Operatori Socio-Sanitari è ormai strutturale: case di riposo, servizi domiciliari, reparti ospedalieri e strutture per la disabilità lavorano spesso con organici ridotti, turni più pesanti e una domanda di assistenza che continua a crescere.
Le cooperative e le strutture pubbliche lo ripetono da mesi: mancano OSS formati, pronti a entrare in servizio. Per rispondere a questa vera emergenza, per la prima volta la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 5 milioni di euro per la formazione gratuita degli operatori.
I corsi da 1000 ore necessari per ottenere la qualifica OSS, possono avere un costo che varia da 2500 a 3000 euro, quasi sempre a carico del corsista. La misura regionale elimina una barriera economica e apre la porta a possibilità occupazionali concrete. Il bando sarà attivo da settembre con l’obiettivo di formare almeno 40mila persone.
“Partiranno dei bandi con 5 milioni di euro straordinari che abbiamo stanziato perché riteniamo che sia fondamentale fare dei corsi gratuiti per incentivare le persone ad aderire alla formazione, perché abbiamo bisogno di personale sì, ma deve essere anche formato – spiega Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Commissione politiche per la salute della Regione Emilia Romagna – Abbiamo bisogno di stare dentro la comunità vicino alle persone, lo dobbiamo fare con i professionisti e quindi i medici che pian piano stiamo recuperando in termini di numero, gli infermieri con una complessità molto ampia. In Emilia-Romagna mancano migliaia di infermieri e poi abbiamo un tassello che per noi è fondamentale perché la figura dell’operatore socio-sanitario è fondamentale nelle funzioni dei servizi e quindi ne abbiamo fortemente bisogno. Abbiamo bisogno di operatori che operino all’interno delle strutture pubbliche, all’interno delle RSA all’interno dei centri diurni, nelle cooperative sociali che sono 667 faranno lavorare 50.000 persone”.
La misura della Regione è triplice-spiega Muzzarelli- vuole essere un incentivo all’occupazione qualificata, un sostegno alla collettività e una risposta alle esigenze della sanità.










