REGGIO EMILIA – In via Franchetti, in centro storico, ha sede uno dei più antichi enti benefici attivi sul nostro territorio. Fu fondato nel 1883 per contribuire all’integrazione di bambini e ragazzi colpiti da totale o parziale mancanza della vista.
Sono oggi 91 gli utenti seguiti dall’Istituto regionale per ciechi “Garibaldi”, metà dei quali provenienti da fuori provincia. Da quest’anno scolastico è aumentato il rimborso annuale versato dalle Ausl per contribuire alle spese sostenute dall’ente.
Da 800 passa a 1250 euro per ogni iscritto. Il costo complessivo, tuttavia è mediamente di 4500 euro. Una cifra che viene coperta grazie all’attenta gestione del patrimonio immobiliare di proprietà dell’istituto, al quale appartengono ad esempio gli immobili che ospitano l’attiguo liceo Spallanzani.
Un’esperienza che coincide – le parole dell’assessore regionale alla Salute Massimo Fabi – con un’eccellenza a livello nazionale. Informatica, ma anche psicologia e musicoterapie. Diverse le discipline messe in campo a favore di ciechi o ipovedenti in età sia prescolare che scolare, fino ai 19 anni.
Reggio Emilia Istituto Garibaldi inclusività ragazze e ragazzi ciechi





