REGGIO EMILIA – Senza il consumismo, non crescerebbe la domanda. Senza la domanda, non potrebbero crescere offerta e produzione. Senza offerta e produzione non potrebbe aumentare l’occupazione, che pure è l’ultimo elemento che interessa nella società attuale. Non è un circolo vizioso privato, ma una “pubblica virtù”, spiega Maurizio Pallante nel suo ultimo libro, nel senso che l’acquistare non serve a qualcosa ma è un valore in sé.
Il saggista romano esperto delle tematiche del risparmio energetico e noto per aver fondato, quasi 20 anni fa, il Movimento della Decrescita felice fondato sulla promozione di uno stile di vita più equo e sostenibile, è stato ospite ai Chiostri di San Pietro di un’iniziativa organizzata dal circolo reggiano del gruppo Sostenibilità Equità Solidarietà con Ecologia Integrale. “Economia ed Ecologia” l’intreccio alla base della giornata di dialoghi.
Nel libro “Liberi dal pensiero unico”, Pallante invoca una sorta di disobbedienza civile, una rivoluzione della spiritualità da non confondersi con la fede, ma intesa come una condizione che appaghi con cose che non si comprano e sono gratis.
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