REGGIO EMILIA – “Il consenso non è una formula giuridica da riscrivere: è un diritto”. Con queste parole, D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), di cui anche Nondasola è socia fondatrice, ha lanciato uno stato di mobilitazione permanente, dopo la presentazione della proposta della presidente Bongiorno sulla modifica dell’art. 609 bis del codice penale sul reato di violenza sessuale, approvata in Commissione giustizia al Senato lo scorso 27 gennaio. Il primo appuntamento è stata la manifestazione in piazza Prampolini di questa mattina a cui hanno partecipato decine di manifestanti, cui seguirà una manifestazione nazionale il 28 febbraio per continuare con la lotta l’8 marzo. “Un arretramento grave – dicono le manifestanti – in contrasto con la giurisprudenza della Cassazione che da più di 10 anni aderisce al principio della Convenzione di Istanbul, avvalorando un concetto semplice: l’assenza del consenso è stupro“.
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