REGGIO EMILIA – “Ritengo che Reggio Emilia abbia tutte le caratteristiche per entrare in questo settore: siamo nella Motor Valley, abbiamo tante realtà che sono abituate a lavorare con le alte tecnologie e certificazioni stringenti, che questo settore richiede. Così Francesca Paoli, vicepresidente di Confindustria Reggio Emilia.
Secondo la Commissione Europea, il valore globale della space economy potrà aggirarsi intorno a 1,6 trilioni di dollari entro il 2035. Le prospettive di crescita riguardano i più svariati settori: dall’aeronautica alla difesa, passando tra gli altri per la meccatronica, l’oleodinamica, le telecomunicazioni, l’agricoltura. Confindustria Reggio Emilia, che ha organizzato un convegno nella sede di via Toschi con esperti del settore, ha posto il tema tra quelli in cima alla lista delle priorità per le aziende reggiane.
“Per un’area come quella reggiana le implicazioni più interessanti sono dal punto di vista della meccanica: ci sono comparti interessanti che hanno già delle produzioni avanzate che potrebbero essere ricombinate verso settori come quello dell’aerospace, penso a lavorazioni come i trattamenti di superficie o la meccanica di precisione di altissima precisione – spiega Gianluca Toschi del Centro studi “Fondazione Nord Est” – E’ chiaro che il passaggio non è semplicissimo, presuppone passaggi complicati legati a certificazioni e al rispetto di standard che sono particolarmente severi. E’ una partita che credo che valga la pena giocare”.
“La nostra volontà – conclude Paoli – è intraprendere questo percorso, che riteniamo sia una ottima opportunità per diversificare. Possiamo anche aiutare qualche azienda che non sta andando benissimo nel proprio settore”.
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