REGGIO EMILIA – “Abbiamo candidato Reggio Emilia, l’intera città, io direi anche l’intera provincia, a capitale Europea del volontariato per l’anno 2028. Abbiamo preparato una candidatura molto solida, frutto del grandissimo sistema e infrastruttura del volontariato che caratterizza la nostra città. A Reggio una persona su sei fa volontariato, quindi circa 25.000 persone che quotidianamente assistono e accompagnano un anziano piuttosto che si prendono cura di un’aiuola o di un parco“. Con queste parole l’assessore alla Cura della Città Davide Prandi ha presentato a ‘Buongiorno Reggio’ la candidatura di Reggio Emilia a Capitale Europea del Volontariato per il 2028.
In queste ore la delegazione reggiana, col sindaco Marco Massari, è in partenza per Bruxelles, dove presenterà alla commissione europea di esperti il progetto ufficiale. Un lungo lavoro, iniziato nel mese di aprile e che ha coinvolto tutte le 400 associazioni reggiane iscritte al Registro del Terzo Settore. “In questi mesi di lavoro – racconta Prandi – ho avuto l’occasione di conoscere anche realtà straordinarie di cui non avevo contezza, persone che vengono anche da fuori Reggio e si fanno contagiare dal desiderio di solidarietà diffusa”.
Per l’assegnazione ufficiale del titolo di Capitale Europea del Volontariato 2028, Reggio dovrà vedersela con agguerrite rivali, provenienti da Spagna, Danimarca e Repubblica Ceca. Negli scorsi anni, il prestigioso riconoscimento è stato conferito a metropoli europee come Barcellona, Lisbona, Londra e Berlino e a città italiane come Padova, Trento e Verona, che sarà Capitale nel 2027. L’incoronazione della città vincitrice avverrà a Maia in Portogallo, attuale Capitale del Volontariato, il primo di dicembre.
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