REGGIO EMILIA – “Una persona che per vivere deve lavorare, alla mattina va a fare benzina e vede che per poter lavorare, per poter andare al lavoro, deve aumentare quella che è una sorta di tassa sul lavoro. La cosa sta diventando insopportabile”, parole del segretario provinciale di Fiom-Cgil Simone Vecchi.
I rincari dell’energia visti come una tassa occulta, che agisce come un prelievo forzoso. La Fiom di Reggio Emilia inquadra in questo modo le ragioni del malcontento dei lavoratori metalmeccanici. L’impatto del caro carburante nei bilanci delle famiglie è stato al centro della discussione dell’assemblea generale delle delegate e dei delegati del sindacato che ha visto la partecipazione di un centinaio di rappresentanti, riuniti presso la Camera del Lavoro.
“È ridicolo lo sconto che ha fatto Eni che negli ultimi 5 anni ha fatto 30 miliardi di utili. L’anno scorso la benzina era 1,75 e quindi non sta facendo lo sconto, sta aggiungendo 25 cent. Chiediamo l’applicazione della Costituzione, il che significa tassare i profitti delle imprese del fossile che oggi fanno miliardi di utile sulla benzina e sulle tasche dei lavoratori“.
La denuncia delle attività di speculazione svolte dalle grandi compagnie energetiche è tra i temi della manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma, indetta dal movimento denominato ‘La Via Maestra’ che vede la Cgil affiancata ad altre cento realtà della società civile. In assenza di risposte da parte del governo sono state annunciate iniziative che coinvolgeranno anche le aziende del nostro territorio, in particolare quelle più floride: “Andremo nei luoghi di lavoro, parleremo con le persone, con chi rappresentiamo e chiederemo alle aziende, quelle che lavorano, quelle che in questo momento stanno bene, che ci sono, ci sono anche a Reggio Emilia, di dare un contributo ai lavoratori”, conclude Simone Vecchi
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