REGGIO EMILIA – Il prossimo 3 novembre, presso la sala Sinopoli dell’auditorium Ennio Morricone a Roma, verrà presentato il tracciato dell’edizione numero 110 del Giro d’Italia maschile, insieme alla proposta dell’evento al femminile.
Allo stato attuale delle cose, non ci sono ancora ufficialità, ma indiscrezioni e anticipazioni si rincorrono ormai da giorni. Quasi certamente, la sede della partenza sarà a Trieste, con sconfinamento nella vicina Slovenia, mentre voci insistenti parlano del ritorno del Mortirolo in una tappa che vedrebbe la partenza da Sondrio e arrivo ad Aprìca, luogo di culto per il ciclismo che a questo comune ha legato imprese leggendarie come quelle, tra gli altri, di Pantani e Gimondi.
E Reggio Emilia, potrà riabbracciare la carovana rosa a due anni dall’arrivo di Castelnovo Monti? Allo stato attuale, nessuno in Regione vuole sbilanciarsi, anche se è certo il passaggio del Giro in Emilia-Romagna. Stando, tuttavia, alle anticipazioni di cui sopra, la nostra città accoglierebbe un arrivo di tappa, quella del 21 maggio con partenza da Montecatini, in provincia di Pistoia.
Il nostro territorio è legato a doppia mandata alla storia del ciclismo: personaggi come Guglielmo Fanticini, per decenni straordinario narratore del Giro e dei suoi eroi, e Giannetto Cimurri, storico massaggiatore soprannominato “Manosanta”, sono entrati giocoforza nell’olimpo di questo sport. Un loro degno erede è Bruno Reverberi, “padre” della Bardiani-CSF 7 Saber, che da lui fondata debuttò nel 1982 con il nome di Termolan. Il team è storicamente legato al Giro, con 42 presenze su 43 edizioni. Manco a dirlo, la striscia più longeva tra tutte le squadre in gara…
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