REGGIO EMILIA – Snatt è un gruppo che opera in Italia e all’estero nella logistica, nella movimentazione di beni per conto terzi e nei servizi di custodia. Lavora per alcuni dei marchi più prestigiosi della moda e del lusso, come Armani, Ralph Lauren, Gucci e tanti altri. Nella nostra provincia ha la sede e sei centri operativi: tre a Castelnovo Sotto, due a Campegine e uno a Mancasale. Fino ad oggi Snatt Logistica contava circa 190 dipendenti, ma il Primo Maggio ha assunto 800 lavoratori di due società, Platform e la cooperativa Emilux, che da almeno dieci anni lavoravano in appalto per il gruppo Snatt.
Come è maturata questa decisione? Nel verbale d’intesa sottoscritto il 15 aprile scorso, si spiega che Snatt aveva comunicato a Platform e Emilux la cessazione anticipata degli appalti in essere. Nella selezione dei nuovi fornitori, sarebbero state prese in considerazione solo imprese che, diversamente dalle due società appaltatrici, applicano il contratto nazionale Logistica, trasporto merci e spedizione sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil. Stop, dunque, ad imprese che non applicano il contratto nazionale di categoria ma un regolamento interno oppure ricorrono ad altri contratti, come quello multiservizi.
A questo punto, si legge nel verbale, Fit- Cisl Emilia-Romagna sarebbe “venuta a conoscenza” dei rischi per l’occupazione delle due società che lavorano in appalto per Snatt e Snatt Logistica. Platform, con sede in via Brigata Reggio, conta 420 addetti e fattura 13,5 milioni di euro; Emilux ha ricavi per 17,6 milioni con 400 dipendenti. Fit-Cisl avrebbe così proposto a Snatt l’assunzione dei lavoratori impegnati negli appalti e il gruppo guidato da Giovanni Fagioli, fatte le necessarie valutazioni, avrebbe accettato.
Perché assumere questi lavoratori oggi e non uno, due o cinque anni fa? Perchè Snatt, si legge nel verbale d’intesa, ha deciso una profonda revisione organizzativa che non sarebbe stata compatibile con gli appalti così come congegnati finora. Dunque i dipendenti di Emilux e Platform si sono licenziati e sono stati assunti da Snatt e Snatt Logistica. Ma a due condizioni. Primo: che i lavoratori firmassero un verbale di conciliazione con cui rinunciano a qualunque rivendicazione per il passato verso i datori di lavoro vecchi e nuovi. L’altra condizione si è concretizzata nella seconda metà di aprile: la rinuncia è stata accettata da almeno il 95 per cento degli addetti.
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