REGGIO EMILIA – “Le Banche, oltre al loro ruolo di fulcro economico, hanno ancora funzione sociale e di vicinanza ai territori oppure nel tempo, questo rapporto si è via via affievolito?”
Partendo da questa domanda si è sviluppato il confronto che ha animato il XXIII Congresso Provinciale della Fabi di Reggio Emilia, tenutosi ieri al CERE, un appuntamento che rinnova e rilancia l’attività sindacale dei prossimi anni, tracciando al contempo un bilancio di quanto fatto finora in un settore, quello finanziario, in costante trasformazione.
Una evoluzione non solo tecnologica e digitale, ma anche dei modelli organizzativi delle Banche e dei servizi forniti ad imprese e famiglie, dove la relazione umana tra i clienti ed i dipendenti deve rimanere centrale.
Il Congresso di Reggio e i suoi delegati hanno confermato alla guida della struttura il coordinatore uscente, Paolo Fontana, che ha dichiarato che il tema del Congresso ha quale obiettivo, proprio quello di richiamare gli istituti di credito a quel ruolo sociale che nel tempo si sta affievolendo ma allo stesso tempo di evidenziare come l’anello di congiunzione tra Banche e clientela siano le colleghe e i colleghi che con le loro relazioni e le loro competenze riescono a far sì che le esigenze della clientela possano trovare corresponsione nel sistema bancario.
Le persone restano indispensabili nell’attività lavorativa, gli strumenti tecnologici possono essere di supporto ma non devono sostituire le persone.
“Nel nostro settore sono da tempo in essere profondi mutamenti con rapide tempistiche di attuazione, alcune indotte da fattori esogeni, pensiamo alla pandemia, che ha forzatamente implementato il ricorso allo smart working poi parzialmente mantenuto dalle Aziende in particolare per gli uffici interni e di direzione, o alla progressiva ed ineluttabile introduzione dell’intelligenza artificiale che sta rapidamente impattando non solo l’ambito lavorativo ma anche la vita quotidiana. I cassieri sono ormai considerati una specie in via di estinzione, le filiali sono prevalentemente negozi finanziari per operazioni ad alto valore aggiunto tanto per gli investimenti quanto per accesso al credito con conseguente spasmodica corsa al risultato e costanti pressioni commerciali per ottenerlo.”
Si è ricordato come più volte il Segretario Generale Lando Sileoni, anche attraverso audizioni presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Sistema Bancario e Finanziario, ha denunciato le indebite pressioni commerciali e come esse non riguardino più solo i dipendenti bancari, ma siano diventate un fenomeno di rilevanza sociale con conseguenze negative sia per i dipendenti che per la clientela.
“Gestire gli impatti che rivengono da questa alchimia tra tecnologia e persone” ha proseguito Fontana “è il nostro compito, delicato, difficile ma di fondamentale importanza per colleghe e colleghi ed è questo che la Fabi tutta ha sempre fatto e
continuerà a fare sia a livello nazionale, sia a livello territoriale mantenendo alto il rapporto con il territorio e con le sue persone.”
È stata fatta anche una analisi dei numeri e dei risultati ottenuti negli ultimi quattro anni.
Nella provincia di Reggio Emilia gli sportelli bancari presenti, tra banche aderenti all’ABI e Banche di Credito Cooperativo, sono 230, di cui 80 nel comune Capoluogo e 150 in tutti gli altri comuni della provincia.
In controtendenza rispetto alla stragrande maggioranza delle province italiane in tutti i 42 comuni è presente almeno uno sportello bancario.
Grazie ad una capillare e costante attività di proselitismo presso gli uffici interni e le filiali di tutte le banche presenti in provincia, si è mantenuto pressoché inalterato il numero degli iscritti, nonostante diversi Gruppi bancari abbiano fatto ricorso al Fondo Esuberi di settore, confermando la FABI come il sindacato più rappresentativo tra i 3.800 lavoratori del settore bancario sul territorio di Reggio, con una percentuale che si attesta al 37%.
Tutto questo è stato fatto, proprio mentre la FABI Reggiana, ha affrontato con coraggio un periodo di rinnovamento, con l’inserimento di nuovi dirigenti sindacali. “Nuova linfa nel nostro motore” ha concluso il Coordinatore, integrata anche da giornate di formazione, sfruttando la bellezza degli spazi a disposizione nella nuova sede di Via Borsellino.
Successivamente il Congresso è proseguito con l’atteso intervento del Segretario Generale Lando Maria Sileoni, che ha toccato tutti i temi principali del panorama finanziario: dalla cruciale trattativa sul rinnovo del Contratto Nazionale, al risiko bancario, all’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore del credito e non solo.
“Il rinnovo del CCNL sarà fondamentale per poter gestire gli impatti sui lavoratori, delle operazioni straordinarie nel mondo bancario italiano, che sicuramente ci saranno nel corso del prossimo anno” è stato il passaggio centrale dell’analisi di Sileoni.
A seguire, il dibattito sul tema “Vicino al territorio, la banca a sostegno di famiglie ed imprese”, è stato sviluppato in un’interessante tavola rotonda, che ha messo difronte oltre a Sileoni ed al Coordinatore Fontana, alcuni imprenditori di rilievo del reggiano e rappresentanti delle banche, invitati al Congresso.








