REGGIO EMILIA – Con le condizioni date, una crisi andata quasi a buon fine. Vede il bicchiere mezzo pieno Daniele Donnarumma della Cisl: assieme ai colleghi della Cgil e della Uil ha seguito la situazione Inalca, occupandosi della sorte dei lavoratori. I sindacalisti avevano chiesto, e ottenuto non senza fatica, la proroga di sei mesi della cassaintegrazione: a pochi giorni dalla fine dell’ammortizzatore sociale, che scadrà il 9 agosto, si può dire che la vertenza sia conclusa. “Abbiamo trovato un punto di equilibrio, siamo soddisfatti nella tragedia”.
La vicenda occupazionale, lo scorso gennaio, era arrivata come l’ultima tegola di un iter iniziato a febbraio 2025, col maxi incendio di via Due Canali che aveva distrutto lo stabilimento reggiano di Inalca, parte del gruppo Cremonini.
Da lì, dopo una serie di rassicurazioni sulla continuità occupazionale – l’ultima delle quali, avevano detto i sindacati, a dicembre – si era invece arrivati poche settimane dopo allo spettro concreto del licenziamento collettivo, col posto a rischio per quasi 164 lavoratori “per calo della produzione e per un andamento del mercato non favorevole”, aveva annunciato l’azienda.
Col tavolo istituzionale aperto in Regione, era iniziato il lavoro dei sindacati: a febbraio la notizia del reintegro, in altre aziende del gruppo, di 84 lavoratori. Dei restanti, una settantina è stata aiutata a trovare un altro posto ma sempre nel settore alimentare, oppure a potenziare la propria formazione acquisendo competenze che hanno permesso di ricollocarsi in altre aziende, oppure ha accettato gli incentivi. Una decina, dice Donnarumma, quelli per cui scatterà adesso il periodo di disoccupazione. “Si sono ricollocati anche col nostro aiuto perché le aziende ci hanno contattato; hanno preso il patentino, o la qualifica di carrellista. Siamo riusciti a contenere l’impatto sociale”.
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