REGGIO EMILIA – Le imprese reggiane diventano più longeve e mostrano una significativa capacità di resistenza anche nelle fasi di crisi, ma il tessuto imprenditoriale deve fare i conti con un progressivo invecchiamento dei titolari e con il rallentamento dell’ingresso delle imprese giovanili. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia, che fotografa la struttura e la durata delle attività economiche del territorio.
La vita media delle imprese reggiane ha raggiunto 14,4 anni, un dato superiore alla media nazionale di 13,9 anni. Un risultato che conferma la solidità del tessuto economico locale: nel 2010 la durata media era infatti di 9,3 anni e, anche dopo la prima fase della pandemia, alla fine del 2020, si attestava a 13,3 anni. Negli anni successivi è proseguita la crescita, a differenza di quanto osservato in altri territori.
Analizzando i principali comparti, l’agricoltura registra la vita media più elevata, con 20,9 anni, seguita dai servizi con 14,2 anni e dall’industria con 13,8 anni. Nel complesso, il 75,6% delle imprese oggi attive è nato dopo il 2000, mentre il 30,3% è stato avviato tra il 2010 e il 2019.
Nel manifatturiero, i valori più alti si registrano nei settori della carta e stampa, con una vita media di 24,4 anni, e del legno e mobili, con 23,1 anni. Più contenuta la durata delle imprese che operano nella riparazione e installazione di macchine e nel comparto della moda, entrambi a 10,8 anni.
Nel terziario spiccano le attività immobiliari, con una media di 26 anni, e i trasporti, con 23,9 anni. L’istruzione si ferma invece a 12 anni.
Il comparto turistico presenta una vita media di 10,8 anni. All’interno della ristorazione, i bar raggiungono i 12 anni, mentre i ristoranti si attestano a 9,2 anni.
Per forma giuridica, le imprese più longeve sono le società di persone, con una durata media di 25,8 anni, seguite dalle cooperative con 23,3 anni e dalle società di capitali con 16,2 anni.
L’indagine evidenzia anche alcune differenze legate ai fattori generazionali e di genere. Le imprese femminili reggiane hanno una vita media di 12,3 anni, leggermente inferiore alla media nazionale di 12,4 anni e a quella regionale di 12,7.
Per le imprese giovanili, la durata media è di 3,2 anni, in linea con il dato nazionale ma inferiore a quello regionale, pari a 3,6 anni.
Sul fronte della sopravvivenza, risulta ancora attivo l’85,1% delle imprese nate nel 2024, il 62,2% di quelle fondate nel 2020 e il 42,8% delle attività avviate nel 2015.
Uno degli aspetti più significativi riguarda l’età dei titolari. A Reggio Emilia, l’età media degli imprenditori è di 51,9 anni. Il 46,4% ha tra i 50 e i 69 anni, il 36,5% si colloca nella fascia tra i 30 e i 49 anni, mentre il 10,7% ha più di 70 anni. I giovani tra i 18 e i 29 anni rappresentano appena il 6,3%.
Il fenomeno dell’invecchiamento risulta particolarmente evidente nel settore agricolo, dove l’età media dei titolari raggiunge i 64,1 anni. Il 40% degli imprenditori agricoli ha più di 70 anni e il 41,5% si trova nella fascia tra i 50 e i 69 anni. Solo il 2,4% ha tra i 18 e i 29 anni.
L’età media è invece di 49,8 anni nell’industria e di 52,4 anni nei servizi.
A contribuire a contenere l’età media complessiva sono i titolari stranieri, che risultano più giovani rispetto a quelli italiani. Il 53,5% degli imprenditori comunitari e il 60,6% di quelli extracomunitari ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni.











