CORREGGIO (Reggio Emilia) – “L’anno scorso, grazie ai risultati delle nostre squadre giovanili, siamo riusciti a vincere questo trofeo che ritengo la cosa più importante che abbia vinto il Correggio Hockey nella sua storia, perché premia il lavoro fatto fin dall’inizio di investire in qualità e in quantità su un settore giovanile in grado di alimentare poi le squadre senior della società”. Così li responsabile Marcello Bulgarelli.
E’ il trofeo Tiezzi il riconoscimento che piazza al vertice in Italia il settore giovanile del Correggio Hockey, fiore all’occhiello di una società nata 30 anni fa da una precedente realtà. L’attività nelle scuole e la presenza sul territorio garantiscono il reclutamento per uno sport che in Italia è lontano dai riflettori. Poi quando i bimbi provano scocca la scintilla: “Prendono in mano bastone e pallina si divertono tantissimo, quindi diventa più semplice riuscire ad avere ogni anno un sufficiente numero di bambini e bambine che si avvicinano alla nostra disciplina e garantiscono la continuità dell’attività”.
“Ho trovato l’hockey anche con l’aiuto dei miei genitori ed è stato amore a prima vista – ci racconta Riccardo Gabbi giocatore e allenatore delle giovanili – E’ uno sport dinamico, dove tutto può succedere nell’arco di manciate di secondi. Il percorso è lungo ma la bellezza del percorso ripaga la fatica fatta”.
Sono un centinaio gli atleti dai tre anni ai 18, un numero che consente di gareggiare in tutte le categorie. Correggio è stata la prima società ad avere una squadra giovanile interamente femminile: il boom delle iscrizioni è stato dopo il Covid. E proprio con la pandemia, si è trasformata una potenziale difficoltà in una opportunità.
“Abbiamo rimesso in sesto una pista scoperta a Correggio, abbiamo fatto attività ogni giorno che ci è stato concesso. Essendo uno sport piccolo, tutti i campionati sono nazionali e quindi tutte le categorie hanno giocato nei rispettivi campionati, quando le altre discipline che avevano i campionati regionali erano ferme. Questo ci ha consentito di fare un salto di qualità numerico”, chiosa Bulgarelli.









