REGGIO EMILIA- E’ nella gestione illegale del ciclo dei rifiuti che la nostra provincia registra il maggior numero di reati accertati. Reggio Emilia è seconda in regione solo a Forlì-Cesena con 80 reati nel 2025, 47 persone denunciate e 15 sequestri effettuati dalle forze dell’ordine. I dati sono stati presentati a Bologna e sono contenuti nel nuovo rapporto ‘Ecomafia’ di Legambiente.
Oltre alla gestione illecita dei rifiuti anche abusivismo edilizio, reati contro gli animali e il patrimonio culturale, illeciti nel settore agroalimentare, incendi e corruzione.
In Emilia-Romagna si contano 1434 reati accertati, circa 4 al giorno, in lieve calo rispetto al 2024, con 1200 persone denunciate e 9 arresti. Nella classifica generale la provincia di Reggio sale dal sesto al quarto posto con 131 reati accertati. 74 persone denunciate e 44 sequestri. Ai primi posti troviamo sempre Rimini e Ravenna.
Il ciclo dei rifiuti continua a mantenere il primato per reati, 492 in tutta la regione, confermando come questo sia il settore su cui le ecomafie puntano maggiormente mani e interessi. La provincia di Reggio è invece terza per illegalità commesse nel ciclo del cemento, con 31 reati accertati e 17 denunce. Infine è quinta per reati contro gli animali: 17 nel 2025 e 9 persone denunciate.
Con però il più alto numero di sequestri in regione: 29 su 82 totali. Oltre ai dati, il rapporto Ecomafia raccoglie anche diverse proposte che Legambiente indirizza oggi al Governo Meloni per contrastare le illegalità ambientali e rafforzare norme e controlli. Tra queste in primis che l’Italia completi il recepimento nel Codice penale dei quattro delitti previsti dalla Direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente, l’approvazione di un Piano nazionale di lotta all’abusivismo che preveda adeguate risorse.
Inoltre, tra gli altri interventi urgenti Legambiente chiedere di rivedere il meccanismo del cosiddetto subappalto ‘a cascata’ e reintrodurre il delitto di abuso d’ufficio, come previsto dalla nuova Direttiva europea contro la corruzione, per contrastare l’illegalità negli appalti pubblici.
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