REGGIO EMILIA – Una boccata d’ossigeno per noi e per la natura. Mai così attesa, la pioggia è finalmente arrivata a porre fine alla quarta ondata di calore della torrida estate 2026 che si appresta a diventare la più calda di sempre.
I primi violenti temporali, previsti, temuti ma come detto anche attesi, sono arrivati in Appennino nel tardo pomeriggio di ieri e si sono ripetuti stamattina tra le 7.30 e le 10 diffondendosi prima alla zona pedecollinare e poi all’interno territorio. L’Appennino è stato il settore più colpito, con particolare intensità nella Val d’Enza parmense, dove si sono registrati i rovesci più abbondanti. Il dato più significativo è quello registrato dalla centralina di misurazione del lago di Ballano, dove stamattina in 2 ore e mezza sono caduti 170 millimetri di pioggia, praticamente un quinto di quella che cade in un anno a Reggio.
Meno violente le precipitazioni in territorio reggiano anche se a Succiso, nello stesso lasso di tempo, sono caduti più di 50 millimetri. L’effetto più evidente è che gli arsi torrenti, assetati dal sole torrido, sono tornati a riempirsi anche alle porte della città, come mostrano bene queste immagini del Crostolo. In picchiata anche le temperature sul Monte Cusna in prima mattinata la colonnina di mercurio si è fermata sotto i 10 gradi. Temperature giù anche in pianura, con minime sotto i 20 gradi. Già dalla serata, però, il cielo tornerà poco nuvoloso, ma lasciando spazio a un clima decisamente più sopportabile con le massime che a Reggio Emilia si fermeranno sotto i 30 gradi, leggermente sotto la media del periodo.
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