REGGIO EMILIA – Settimane intense per la sanità reggiana, che si prepara entro la fine di maggio a completare l’apertura delle 27 Case della Comunità in tutta la provincia, 10 delle quali realizzate coi finanziamenti Pnrr.
Il punto sulla situazione è stato fatto nella sede di Federfarma provinciale, dove si è svolto un incontro organizzato in collaborazione con Cupla che ha riunito attorno allo stesso tavolo dirigenti dell’Ausl, consiglieri regionali e presidenti delle farmacie private e pubbliche. Un momento di confronto sulle riforme in corso e le prossime sfide, a partire dal rafforzamento dell’assistenza sanitaria di prossimità, uno degli obiettivi cardine della riorganizzazione del sistema sanitario. Cinzia Gentile, direttore sanitario Ausl Reggio Emilia: “Il periodo è molto intenso, perché l’obiettivo è di aprire tutte le Case della Comunità nei tempi previsti”.
C’è però un altro traguardo molto atteso che porta con sé anche alcune incognite: si tratta delle Aft, le Aggregazioni Funzionali Territoriali, che troveranno sede all’interno delle Case della Comunità. Il loro debutto è previsto a partire dall’1 ottobre. Le Aft saranno nuclei composti da medici di medicina generale, oggi inquadrati come medici di ruolo unico. Professionisti che operano con partita Iva, legati all’Ausl da una convenzione. Nel Reggiano sono 307 e l’adesione alle Aft avverrà su base volontaria: una scelta che rappresenta un’opportunità, ma anche una possibile criticità per il pieno funzionamento del nuovo modello organizzativo.
Davide Favali, referente medici di medicina generale-distretto di Reggio Emilia: “Siamo solo all’inizio, quindi da qui all’1 ottobre ci saranno da definire i regolamenti per il funzionamento della Aft”. Intanto, dal convegno è arrivata la richiesta dal mondo delle farmacie di essere coinvolte nei processi decisionali, rivendicando il loro ruolo di presidi sanitari fondamentali sul territorio. Andrea Costa, consigliere regionale del Pd: “In questa nuova architettura, attraverso la quale la regione erogherà i servizi sanitari ai propri cittadini, ci sta anche un ruolo rinnovato delle farmacie che sono presidi fondamentali, penso in particolar modo a quei territori un po’ più periferici: il nostro Appennino piuttosto che le aree interne”.
In apertura dei lavori è stato inoltre trasmesso un videomessaggio di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che ha messo in luce le difficoltà che la sanità pubblica sta attraversando, offrendo spunti di riflessione sul futuro del servizio sanitario nazionale e sul percorso di riforma in atto.
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