CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Serata di paura a Felina di Castelnovo Monti. Erano le 22.30 di giovedì scorso, quando le fiamme hanno improvvisamente illuminato il secondo piano di una palazzina di via Kennedy 41. Il fuoco stava divorando la veranda della terrazza esterna e aveva raggiunto anche la porta d’ingresso di un appartamento, con il rischio concreto che si propagasse a tutto lo stabile di due piani.
L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri però è stato immediato e decisivo per l’incolumità degli altri residenti e per evitare che le fiamme raggiungessero anche il bar al piano terra. Per entrare e domare il rogo, i militari hanno dovuto forzare la porta blindata, chiusa a doppia mandata. Una volta dentro, e dopo aver spento l’incendio, i rilievi ne hanno evidenziato la natura dolosa: vicino all’ingresso infatti è stata ritrovata una latta metallica carbonizzata, usata come innesco per scatenare il rogo.
Le indagini dei carabinieri della locale stazione si sono subito mosse seguendo una pista precisa, quella della vendetta familiare. Il locatario dell’appartamento, stanco dei continui litigi e dei debiti del fratello, si era trasferito altrove, cambiando la serratura e negando l’accesso al fratello minore, un cittadino marocchino di 33 anni, residente a Grosseto ma di fatto domiciliato nel comune appenninico, che da tempo ospitava. Una decisione che quella sera avrebbe scatenato la furia dell’uomo che, non potendo più entrare con la solita tessera magnetica nell’appartamento, si sarebbe arrampicato sul tetto, passando dal lucernaio per raggiungere la veranda e poi appiccare l’incendio.
La fuga del presunto piromane però è durata poche ore. All’alba di venerdì 24 aprile, i militari lo hanno scovato in un garage della stessa palazzina, dove si era rifugiato. Sul suo giubbotto, tracce di intonaco bianco che, secondo i carabinieri sarebbe compatibile, con lo sfregamento contro il muro durante la scalata.
I vestiti sono stati sequestrati e inviati al RIS di Parma per cercare residui di liquido infiammabile, mentre per il trentatreenne è scattata la denuncia alla Procura di Reggio Emilia con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio.
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