REGGIO EMILIA – Nel Reggiano e in Emilia Romagna le coperture vaccinali per la difterite restano tra le più alte d’Italia. I dati regionali più recenti, pubblicati a inizio 2026, indicano che la copertura del ciclo base nei bambini a 24 mesi supera il 97%, valore che conferma la solidità del sistema vaccinale locale.
La difterite, per decenni una delle malattie infettive più temute dell’infanzia, oggi è considerata un evento eccezionale: un risultato ottenuto grazie alle vaccinazioni pediatriche obbligatorie e alla loro adesione quasi totale. Tra i sintomi il mal di gola, febbre, collo gonfio, difficoltà a respirare e un forte malessere generale.
Il tema è tornato al centro dell’attenzione nazionale dopo il caso della bimba di quattro anni di Palermo morta per difterite. I genitori risultano indagati per omicidio colposo. Avevano scelto di non fare vaccinare la bimba ma anche gli altri quattro figli. In Emilia-Romagna, come prevede la normativa nazionale, il vaccino è obbligatorio per l’iscrizione ai servizi educativi e alle scuole, non basta produrre la semplice prenotazione escamotage spesso utilizzato dai no vax, e per gli accertamenti viene utilizzata la procedura semplificata di scambio dati tra Ausl e istituti, che evita alle famiglie la consegna dei certificati.
A luglio 2026 la Regione ha inoltre siglato un nuovo accordo integrativo con Federfarma Emilia-Romagna e Assofarm che amplia la possibilità per la popolazione adulta di effettuare in farmacia tre tipologie di vaccinazioni, semplificando l’accesso anche per i richiami decennali.
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