REGGIO EMILIA – La crisi del comparto ceramico tra le province di Reggio Emilia e Modena coinvolge almeno 30mila lavoratori, considerando dipendenti diretti, interinali, lavoratori in appalto e occupati nell’indotto. A lanciare l’allarme sono le Camere del lavoro di Modena e Reggio Emilia e le categorie provinciali della Filctem Cgil.
“Quando un settore che coinvolge almeno 30mila lavoratori entra in una fase di difficoltà, la questione diventa immediatamente politica e sociale”, affermano i segretari generali Alessandro Di Nicola e Cristian Sesena, intervenendo sulla situazione del distretto ceramico.
Secondo il sindacato, il comparto deve fare i conti con diversi fattori di difficoltà, tra cui il costo del gas e la concorrenza dei produttori esteri, in un quadro ulteriormente complicato dalle tensioni internazionali. Il rischio, sottolinea la Cgil, riguarda non soltanto gli ordinativi e i livelli produttivi, ma anche gli investimenti, l’occupazione e i salari.
“Le dichiarazioni di Ciarrocchi non possono cadere nel vuoto – sostengono Di Nicola e Sesena –. L’economia di guerra presenta il conto a lavoratori e imprese. Servono risposte immediate”. La richiesta è rivolta in particolare al Governo, affinché vengano introdotte misure strutturali a sostegno delle politiche industriali, a partire dalla prossima legge di bilancio. “La politica deve battere un colpo – conclude la Cgil –. Servono risposte concrete per sostenere il sistema produttivo e difendere il lavoro”.







