REGGIO EMILIA – Tre anni fa il presidente del Consiglio Comunale di Reggio, Matteo Iori, denunciò il fatto che il processo sui presunti affidi illeciti stava indebolendo il sistema di tutele per i minori a rischio di maltrattamenti. Iori interviene nuovamente oggi, dati alla mano, confermando quanto aveva detto: “A Reggio Emilia – chiarisce in un video Matteo Iori – il numero dei minori dati in affido nel 2018 era 260, poi negli anni seguenti sono scesi a 232, 189, 188, 183, 172, 151, e nel 2025 sono stati in tutto 131. Esattamente la metà di quanti erano 7 anni prima”.
Il numero dei minori accolti da famiglie affidatarie dal 2018 ad oggi è dimezzato nella nostra provincia. “Effetto – denuncia il presidente del Consiglio Comunale di Reggio, Matteo Iori – del ‘caso Bibbiano’. Nonostante la sentenza del processo sui presunti afidi illeciti abbia fatto cadere praticamente tutte le accuse il sistema di welfare minorile è rimasto paralizzato. ‘Calano anche le segnalazioni – continua Iori – ma i dati nazionali ci dicono che i casi di violenza sui minori sono in forte aumento”.
“Non sono calati i maltrattamenti – spiega Iori – è solo aumentata la paura nel far partire le segnalazioni. L’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ci dice che dal 2018 al 2023 c’è stata un crescita del 58% di casi di minorenni maltrattati nel nostro Paese e nell’87% dei casi il maltrattante appartiene alla famiglia e sappiamo anche che le segnalazioni arrivano ora per il 52% dall’autorità giudiziaria, quindi quando ormai la violenza è stata agita. E solo in piccola percentuale arrivano dalla scuola, dalla famiglia, dagli ospedali, da altri soggetti che potrebbero essere fondamentali per intercettare precocemente lesioni, trascuratezza e segnali psicologici“.
“Il caso Bibbiano venne strumentalizzato, soprattutto dalla politica – afferma ancora Iori, che cita anche un’articolo di Simona Musco sul quotidiano online ‘Il Dubbio’ – e portò ad una falsa narrazione che ha causato forte sfiducia verso i servizi sociali, aumento delle aggressioni e delle minacce verso gli operatori e ha finito per mettere in gionocchio un sistema di tutele che non si è ancora ripreso. Per questo – conclude Iori – chiedo a chi ha il dubbio che via sia una violenza di farsi coraggio e segnalarla, a chi un tempo accoglieva bambini in affidamento di farlo ancora, chi si è spaventato dalla gogna mediatica fondata su fatti inesistenti di rimettere al centro i bambini e la loro salvaguardia“.
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