CORREGGIO (Reggio Emilia) – Corpose “infilate” di giorni senza il medico di base di riferimento. Un tema che ricorre ogni qual volta il fine settimana è seguito da giorni di festa.
Stavolta Correggio è il caso emblematico. Nel paese della Bassa i medici di base, tra sabato 30 maggio e domenica 7 giugno, saranno presenti solo due giorni, il 3 e il 5 giugno: questo perchè, oltre ai weekend e al ponte del primo e del 2, a Correggio è festa anche il 4 giugno, giorno del patrono San Quirino. Trattandosi di una ricorrenza particolare, è da considerarsi “secca”: il 3 quindi figura come giorno lavorativo, a meno che il medico di base in questione decida comunque di prendersi un giorno libero, preoccupandosi però, in questo caso, di chiamare un sostituto. In periodi così i cittadini si devono rivolgere alla Guardia medica, al Cau o, in casi di emergenza, ai pronto soccorso, tutti luoghi dove ovviamente il tipo di risposta è diversa e con tempi molto più diltatati visto che il bacino di utenza aumenta.
Non c’è assolutamente nulla di irregolare. I medici di base sono liberi professionisti, anche se convenzionati: di conseguenza possono disporre del proprio tempo. A Reggio su 307 professionisti ben 300 sono “massimalisti”: significa che hanno più di 1500 pazienti ciascuno. E’ andato sparendo, poi, il problema della scopertura di alcune zone della provincia, con cittadini che non avevano il medico di base per penuria di professionisti: l’ultimo Nat, Nucleo di assistenza territoriale, uno dei filoni di intervento pensati dall’Ausl per far fronte alla carenza di medici di medicina generale, ha chiuso qualche mese fa a Villa Minozzo.
Ma per la categoria sta per avvenire un grande cambiamento e si preannuncia un’estate calda fatta di incontri, riunioni, trattative: ad ottobre dovrebbe andare a regime l’accordo la cui bozza era stata siglata lo scorso febbraio, ultima Regione a firmarla, e che prevederebbe un diverso inquadramento per i medici di base. Al centro del cambiamento, le Aggregazioni funzionali territoriali, maxi ambulatori ad accesso gratuito aperti fino a 12 ore al giorno che opereranno in integrazione con gli ambulatori delle Case della comunità, con l’obiettivo di un’assistenza più estesa e continuativa per i cittadini.
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