REGGIO EMILIA – Ha parato quattro rigori all’Atalanta e ha portato la sua Lazio in finale di Coppa Italia. Impossibile non pensare al fatto che la sua casacca era quella granata fino a gennaio. Il protagonista della favola calcistica del momento è proprio l’ex portiere della Reggiana Edoardo Motta, ceduto alla società biancoceleste nella finestra di mercato invernale. Ha 21 anni e il volto gentile di un bambino, ma quando indossa i guantoni si trasforma e i tifosi reggiani lo sanno bene. Non a caso, è il portiere titolare della nazionale Under 21.
Così, all’inizio della stagione, parlava al microfono di Primo Bertani: “Mi basta giocare, basta che qualcuno creda in me e la Reggiana è stata la prima a farlo’ 1:11 ‘Cerco sempre di fare meglio, per cercare di dare una mano alla squadra e dare il mio contributo”. Motta è arrivato a Reggio alcuni anni fa, in prestito dalla Juventus, convinto dall’allora responsabile del settore giovanile granata Gianluca Vecchi, che gli ha trovato una soluzione per poter continuare a studiare. Dopo un anno come secondo di Bardi, è diventato titolare all’inizio della stagione in corso, uno dei protagonisti dell’ottimo inizio di campionato della Reggiana, oggi a un passo dalla retrocessione. Quindi, a gennaio, la cessione alla Lazio, in A, come vice di Provedel, infortunatosi da lì a poco. Titolare da allora, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia ecco l’appuntamento col destino: quattro rigori parati non si vedono spesso. A fine partita, l’emozione ha preso il sopravvento in lui, ma anche in chi ama questo sport, perché l’ex granata è proprio uno di quei giovani di cui il calcio italiano ha davvero bisogno.
E a proposito di Reggiana, Lorenzo Libutti sarà valutato nelle prossime ore con esami strumentali a causa di un affaticamento muscolare al quadricipite destro. Al termine dell’allenamento odierno, la squadra si è radunata all’hotel “Master” di Cadelbosco per un mini ritiro in vista della sfida di sabato con il Palermo.
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