REGGIO EMILIA – “Questo progetto credo che mantenga ancora tutti i significati sociali, urbanistici e di interesse pubblico che lo hanno motivato e ispirato”.
Luca Vecchi è stato sindaco di Reggio dal 2014 al 2024. Il piano di riqualificazione urbana di Ospizio ha preso forma e ha vissuto gran parte del suo iter progettuale e autorizzativo durante la sua amministrazione.
In seguito al decentramento dei servizi per anziani, la chiusura e l’abbandono della sede di Ospizio, nel 2006, aveva causato la perdita, per il quartiere, di numerosi servizi pubblici che erano concentrati in quei locali.
“Lavorammo per un progetto – spiega Vecchi – che portasse lì importanti funzioni pubbliche, come la Casa della comunità, il polo dei servizi sociali, la farmacia e la biblioteca”.
Nel 2015 il piano urbanistico approvato nove anni prima, che prevedeva quattro torri di edilizia residenziale e più di 20mila metri quadrati di superficie edificabile, fu drasticamente modificato e ridimensionato.
“La nostra amministrazione si è assunta la responsabilità di cancellare i diritti edificatori su tantissimi piani di iniziativa privata, tra cui anche questo di Ospizio. Tutta la parte residenziale venne tolta. In alcuni casi siamo anche stati sconfitti dai Tar, che ci hanno dato torto e hanno ripristinato i diritti edificatori in altri contesti della città”.
Le assemblee con i residenti di Ospizio, ricorda l’ex sindaco, furono molte, fino alla primavera del 2024, il consenso diffuso. E adesso?
“Ho condiviso le parole del vicesindaco De Franco, è giusto ascoltare la protesta, ma anche decidere”.
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