REGGIO EMILIA – Il gol di Novakovich che mette ko la Sampdoria ha il sapore amaro della beffa. Perchè non serve ad impedire una retrocessione scritta da ben prima della sconfitta del turno precedente nel derby con il Modena. Finisce una stagione piena di delusioni e grandi punti interrogativi. Il ritorno in serie C per la Reggiana appare come l’inevitabile epilogo di una annata in cui la società non ne ha azzeccata una e per di più, dal mercato invernale in poi, è sembrata tirare palesemente i remi in barca e restare così alla mercè della tormenta.
Finisce con la frangia più calda del tifo che dalla gradinata sud lancia fumogeni in campo causando la sospensione del match per alcuni minuti. “1 Euro è quello che valete” è lo striscione esposto dagli ultras che cantano “Noi non retrocediamo”. Dopo 3 stagioni la squadra granata torna dunque in Serie C. L’ultima volta fu solo per un paio di stagioni, ma era una situazione ben diversa. Ora il rischio è di restarci ben più a lungo, magari non 20 anni come prima della cavalcata con mister Alvini, che invece ieri sera ha festeggiato, e tanti tifosi reggiani insieme a lui, la promozione del suo Frosinone in A.
Le fondamenta societarie traballano: Amadei iscriverà la squadra, ma il suo ciclo è finito e aspetta impaziente compratori alla porta, ma sembra che a suonare il campanello per ora siano solo buontemponi che vogliono fare scherzi. Salerno oramai è inviso dalla tifoseria, tanto quanto il DS Fracchiolla. Mister Bisoli sviolina per restare, difficile considerando che il budget non sarà da vertice. Anche il capitano Rozzio, a cui è già stato rinnovato il contratto, non è più l’idolo della tifoseria. Ci sarà dunque da rifondare.
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