BOLOGNA – Clima politico rovente in Regione. Non nessun guasto all’impianto di climatizzazione. A far salire la temperatura e ad accendere gli animi è stata la scelta di alcuni consiglieri di uscire dall’aula in occasione del minuto di silenzio in ricordo del cardinale Camillo Ruini, scomparso nei giorni scorsi. Un gesto che ha visto coinvolti gli esponenti di Alleanza Verdi Sinistra, il consigliere Giovanni Gordini del Gruppo Civici per De Pascale e il Cinquestelle Lorenzo Casadei.
Una scelta che ha così spiegato l’esponente reggiano di Avs Paolo Burani: “Una scelta motivata e rispettosa, che non mette in discussione il cordoglio umano per la morte di una persona, ma che richiama il significato istituzionale di uno strumento come il minuto di silenzio all’interno di un’assemblea rappresentativa”. Per Avs “La storia pubblica del cardinale Ruini è stata caratterizzata da un forte protagonismo politico e culturale che ha contribuito a dividere profondamente il dibattito pubblico italiano”.
Apriti cielo. Veemente la reazione di Fratelli d’Italia con il consigliere Alessandro Aragona che definisce vergognosa e intollerante la scelta di Avs. “Il minuto di silenzio non è un atto di parte: è un gesto istituzionale di rispetto verso una personalità che ha servito la Chiesa e l’Italia con altissima dignità. Pretendere di ‘disciplinare’ questo strumento per escludere figure ‘non condivise’ dalla propria ideologia è un tentativo autoritario di riscrivere la memoria collettiva e di cancellare le radici cristiane dalla vita pubblica”.
Camillo Ruini polemica assemblea legislativa minuto di silenzio









