REGGIO EMILIA – “Servono regole uguali per imprese che competono sullo stesso mercato”: è l’affondo del presidente di Confindustria Reggio Emilia Alessandro Malavolti nel suo commento alla riforma del Governo che punta a ridefinire i confini delle aziende artigiane.
L’obiettivo del provvedimento è quello di adeguarsi al nuovo contesto economico, partendo dai criteri in base ai quali una impresa viene considerata artigiana: è previsto tra l’altro l’innalzamento della soglia occupazionale, fino ad un massimo di 49 dipendenti. E’ qui che si concentra l’attenzione di Confindustria, intervenuta a livello nazionale: il rischio evidenziato è quello di avere realtà molto simili per dimensioni e attività, presenti sugli stessi mercati, ma sottoposte a condizioni economiche diverse.
Una posizione condivisa da Alessandro Malavolti: “L’esempio è semplice – dice – se due aziende producono lo stesso componente e partecipano alla stessa gara, non è ragionevole che una delle due possa partire con un vantaggio determinato soltanto dal diverso inquadramento”. Il presidente di Confindustria Reggio Emilia riconosce che l’artigianato è una componente essenziale del nostro sistema produttivo, ma aggiunge: “Il problema nasce quando imprese ormai strutturate, che operano sugli stessi mercati, utilizzano tecnologie simili e competono per gli stessi clienti, possono essere assoggettate a regole e costi profondamente diversi. Da anni chiediamo alle imprese di investire, innovare, aumentare la produttività e rafforzarsi – conclude il numero uno degli Industriali reggiani -. Sarebbe contraddittorio introdurre norme che rendano conveniente restare artificialmente piccoli. Le regole devono aiutare chi parte ma anche accompagnare chi cresce”.
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