REGGIO EMILIA – Sabato 14 maggio ha chiuso l’edicola all’angolo di viale Ramazzini, punto di riferimento del quartiere di Santa Croce i cui cittadini sono particolarmente legati alla sua titolare, Loretta Veroni. In suo onore è stato organizzato un momento di festa.
L’edicolante ha iniziato l’attività il 27 dicembre 1980. Prima l’edicola era di proprietà dell’Unione Italiana Ciechi ed era gestita dallo zio del marito. Loretta ha sempre aperto alle 4.40 in punto, alle 5 dopo la pandemia. E’ in pensione da due anni e ora ha deciso di lasciare per motivi personali.
Gli amici hanno scritto per Loretta e per la sua edicola un bellissimo ricordo:
Loretta è un’amica con la quale puoi confidarti e contare sulla sua discrezione, è un po’ Psicologa perché sa trovare le parole per starti vicino. O uno sguardo, un sorriso quando le parole sono superflue. Se ti vede dopo un po’ di tempo ti fa sempre le domande giuste, ti fa capire che si ricorda tutto e ci tiene a te.
È uno sportello sociale perché sa indicare l’ufficio dove fare una pratica, l’indirizzo di un’associazione.
Ti sa dire a chi rivolgerti se non sai come fare.
È l’agorà greca dove ci si trova e ci si confronta.
È Eufemia, la città invisibile di Italo Calvino, dove si scambia la memoria.
È un “passatore”, conosce chi ha bisogno, se ti avanza qualcosa lo ritira e lo passa a chi sa lei.
Se gli porti i radicchi per il suo coniglio stai certo che nell’anno nuovo ti fa trovare il Pescatore Reggiano con tanto di dedica.
Fa la gioia dei bambini che fanno collezione di figurine perché apre le bustine, trova loro quelle mancanti e gliene regala sempre qualcuna.
È molto allegra, curiosa, conosce la storia, è una lettrice e una critica letteraria.
Tutti le vogliono bene, si avvicinano a lei come a un Santuario. Una mattina di qualche anno fa sono stata con lei in edicola qualche ora perché volevo capire meglio questo fenomeno. Loretta non fa differenze, parla con il Professore e il meccanico, con la Maestra o la fornaia, con il Diacono o il comunista. Ci sono persone che sono andate ad abitare in un altro quartiere, ma tornano regolarmente a comprare il giornale da Loretta.
Sapere che Loretta c’è fa stare bene.








