REGGIO EMILIA – Interrompere i comportamenti violenti, incoraggiare gli uomini a modificare i modelli comportamentali nelle relazioni interpersonali, riconoscere la responsabilità attraverso l’acquisizione di consapevolezza della violenza agita e delle sue conseguenze, promuovere relazioni affettive improntate alla non violenza, alla parità e al reciproco rispetto, e prevenire la recidiva. È l’obiettivo dei percorsi attivi nei Centri per uomini autori di violenza: in Emilia-Romagna sono 15 Centri, di cui sette pubblici, gestiti dalle Aziende sanitarie locali, e otto privati, gestiti da enti del Terzo settore, con sedi diffuse su tutto il territorio regionale.
Ora la Giunta regionale ha approvato il riparto delle risorse nazionali, che per l’Emilia-Romagna ammontano complessivamente a oltre 550mila euro. Il lavoro dei Centri sul territorio si concentra sul recupero degli uomini autori di comportamenti violenti e sulla prevenzione culturale. Secondo i dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, negli ultimi anni la richiesta di questi percorsi è cresciuta in modo costante: il numero degli uomini in percorso nello scorso triennio è passato dagli 893 utenti del 2023 ai 1.253 del 2024 fino ai 1.484 del 2025.
A Reggio sono due i centri attivi: il Centro Ldv dell’Ausl e il Cipm Emilia. Una rete capillare sul territorio, a cui si affiancano i 23 centri antiviolenza e le 63 case rifugio in cui le donne in difficoltà trovano risposte concrete alle loro richieste di aiuto, anche in situazioni di emergenza, e che contribuisce a prevenire e contrastare la violenza di genere.








