REGGIO EMILIA – Un centinaio di pennuti soccorsi subito dopo la tempesta di mercoledì sera. Questo il bilancio fatto da Ivano Chiapponi, responsabile del Rifugio Matildico per il recupero e l’assistenza della fauna selvatica.
Già nella serata di mercoledì, dopo le prime richieste, i volontari sono immediatamente intervenuti fino a tarda notte in città e nelle zone di Poviglio, Boretto e Sorbolo, fra le più bersagliate dal maltempo. Le chiamate e i soccorsi sono poi proseguiti incessanti per tutta la giornata di giovedì, contribuendo a curare e mettere in salvo un centinaio fra civette, assioli, tortore, rondoni e colombacci, rimasti storditi e senza riparo dopo il nubifragio. L’ondata di maltempo che mercoledì sera ha colpito la provincia reggiana non ha solo abbattuto alberi e piante su cui gli uccelli avevano fatto il nido, ma ha anche inzuppato il loro piumaggio, rendendone più difficile il volo, e ucciso insetti di cui solitamente i pennuti si cibano.
I tuoni, i fulmini ed il forte vento hanno poi contribuito a stordire, impaurire e disorientare le differenti specie di volatili. Purtroppo, nonostante i soccorsi prestati dai volontari, il nubifragio non ha risparmiato le vite di alcuni uccelli. In questo momento, ha riferito Chiapponi, il numero di chiamate e richieste di aiuto al Rifugio Matildico di San Polo è tornato alla normalità e la fase peggiore sembra essere passata. Solo nell’ultimo anno, i volontari hanno prestato soccorso a oltre 6mila volatili fra i territori di Parma e Reggio Emilia.
Federico Ferretti
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