CASINA (Reggio Emilia) – Novanta telefonate in un solo giorno, pedinamenti continui e insulti notturni sul posto di lavoro: finisce l’incubo di una donna di Casina, vittima per anni di violenze fisiche e psicologiche iniziate nel 2009.
La Polizia Locale dell’Appennino Reggiano ha eseguito una misura cautelare, disposta dall’autorità giudiziaria, nei confronti dell’ex marito di 43 anni, accusato di atti persecutori dopo la separazione. L’uomo, che non aveva accettato la fine della relazione, dovrà ora mantenere una distanza minima di 1.000 metri dalla vittima, monitorato costantemente tramite braccialetto elettronico.
L’operazione è scaturita dalla denuncia della donna supportata dai Servizi Sociali. Le violenze sarebbero iniziate già nel 2009 e proseguite sino alla fine della convivenza, anche in presenza dei figli minori. Quando la donna ha lasciato l’abitazione condivisa con l’ex marito, l’uomo avrebbe iniziato a mettere in atto comportamenti sempre più insistenti e invasivi nei confronti della ex moglie.
Nel corso delle indagini, gli agenti della Polizia Locale hanno documentato numerosi contatti telefonici e diversi episodi di pedinamento e presenza indesiderata nei luoghi frequentati dalla donna. Sono stati inoltre accertati episodi nei quali l’uomo si sarebbe presentato nei luoghi di svago frequentati dalla donna insieme alle amiche e, in altre occasioni, anche in orario notturno nei pressi del luogo di lavoro, rivolgendole insulti e improperi.







