REGGIO EMILIA – ‘E’ un’estate di grande siccità, l’agricoltura é in crisi, serve un grande invaso e non certo opere di piccole dimensioni, sarebbero soldi buttati via” tuona Lino Franzini.
Un’estate di siccità che rappresenta una sorta di spot per l’invaso in alta val d’Enza. Lo sostiene il Comitato Pro diga che torna a far sentire la propria voce sostenendo come l’opera, per la quale é stata avviata la gara europea per il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, necessiti di grandi dimensioni, ossia 150 milioni di metri cubi d’acqua. “Per l’idropotabile ne servono 40 milioni per il parmense e 40 milioni per il reggiano, poi ci sono le necessità agricole, ecco spiegate le dimensioni che chiediamo per l’invaso’ aggiunge Umberto Beltrami, altro esponente del Comitato.
L’incognita resta quella legata al reperimento delle risorse finanziarie, ma i sostenitori dell’opera esprimono piane a fiducia: ‘Crediamo nelle garanzie fornite dal ministro Salvini’ asserisce Luciano Catellani.
E agli ambientalisti che anche nei giorni scorsi hanno ricordato come per fronteggiare i problemi di siccità si possa agire attraverso la riduzione delle perdite della rete irrigua e il recupero dei reflui, ecco come risponde il Comitato: ‘Un esempio, a Roncocesi gli agricoltori hanno utilizzato i reflui e hanno bruciato i propri terreni perché dovrebbero in realtà essere diluiti con acqua e l’acqua scarseggia’ spiega ancora Catellani.
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